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STUDIO TECNICO ASSOCIATO

LIMONE & TASSONE

CILA, SCIA e DIA: differenze e quale pratica edilizia scegliere

Comprendere le pratiche edilizie

Quando si avvia un intervento edilizio, è fondamentale conoscere quali pratiche siano necessarie per rispettare la normativa vigente. In Italia, le pratiche edilizie più comuni sono la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata), la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e la DIA (Denuncia di Inizio Attività). Ognuna di queste ha caratteristiche specifiche e si applica a determinati tipi di lavori. Scegliere la pratica giusta consente di evitare problemi burocratici e sanzioni, assicurando che i lavori si svolgano in regola.

CILA: quando è necessaria e come presentarla

La CILA è obbligatoria per tutti gli interventi di manutenzione straordinaria, come la redistribuzione degli spazi interni, il rifacimento di impianti o il cambio di destinazione d’uso senza opere strutturali. Questa pratica edilizia viene presentata al Comune dal proprietario dell’immobile con il supporto di un tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere), che assevera la conformità dei lavori alla normativa vigente.

Vantaggi della CILA:

  • Procedura semplificata e tempi rapidi.
  • Nessuna necessità di attendere l’autorizzazione comunale.
  • Possibilità di regolarizzare interventi eseguiti senza titolo con la CILA tardiva.

SCIA: Quando è obbligatoria e quali lavori copre

La SCIA è necessaria per interventi più complessi, che non rientrano nella semplice manutenzione straordinaria. Viene utilizzata per ristrutturazioni significative, ampliamenti volumetrici e altre modifiche che impattano sulla struttura dell’edificio. La Segnalazione Certificata di Inizio Attività permette di iniziare immediatamente i lavori, ma il Comune ha 30 giorni di tempo per effettuare controlli e bloccare eventuali interventi non conformi.

Caratteristiche principali della SCIA:

  • Permette l’avvio immediato dei lavori.
  • Rientra negli interventi di ristrutturazione edilizia più invasivi.
  • Richiede asseverazione di un tecnico e documentazione dettagliata.
DIA: Quando è ancora utilizzabile e quali sono le sue differenze

La DIA, un tempo necessaria per numerosi interventi edilizi, è stata in gran parte sostituita dalla SCIA con l’entrata in vigore delle nuove normative. Tuttavia, in alcuni casi specifici, come opere su edifici vincolati o interventi in deroga ai piani regolatori, può ancora essere richiesta. La differenza principale rispetto alla SCIA è che la DIA prevede un periodo di attesa di 30 giorni prima dell’inizio effettivo dei lavori, durante il quale il Comune può valutare la conformità del progetto.

Quando scegliere la DIA:

  • Interventi edilizi in aree sottoposte a vincoli paesaggistici o architettonici.
  • Opere in deroga agli strumenti urbanistici.
  • Situazioni particolari dove non è applicabile la SCIA.
Quale pratica scegliere per il tuo progetto edilizio

La scelta tra CILA, SCIA e DIA dipende dalla tipologia di intervento che si intende realizzare. Per lavori interni e manutenzioni straordinarie, la CILA è la soluzione più semplice e veloce. Se si tratta di una ristrutturazione più complessa o di un ampliamento, la SCIA è la pratica edilizia più adatta. Nei casi particolari in cui è necessario ottenere autorizzazioni specifiche, la DIA può ancora essere richiesta. Affidarsi a un geometra professionista è essenziale per individuare la procedura corretta e garantire la conformità normativa del proprio progetto.

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